venerdì 19 ottobre 2018


«[…] esiste qualcosa come l’“umanità“, 
nel senso di una dimensione comune, intuitiva, 
evidente e fondante 
come il trascendentale spazio-temporale di Kant. 
La chiamerei “antropità“ o qualcosa del genere. 
E questa si radica nel common ground 
non già della specie in senso biologico, 
ma dell’abitazione del mondo, 
insieme ad altri esseri, con cui condividiamo 
sia una comune dimensione animale, 
sia appunto lo spazio terrestre. 
Ecco perché sono orrendi 
sia il sacrificio dei migranti, a cui è impedita 
la libertà di movimento tra gli stati, 
e che vengono di fatto condannati a morte, 
sia quello degli “animali da nutrimento“ 
o di quelli internati in circhi zoo. 
Perché non convivere paritariamente? 
Perché non vivere insieme?» 
A. Dal Lago



Dal Lago, Filippi, Volpe, Genocidi animali, Mimesis, 2018




martedì 12 dicembre 2017


Parole (allegorie)
Nascono sugli alberi.
Con svariati colori,
danno sfogo.
Cedono la consueta parte,
nella vita. 
Come potenti armi.
Sospese.
Parole (allegorie)


Elisa

lunedì 16 ottobre 2017

Axel



vorrei essere

la tua solitudine
di moccolo al naso
di occhi socchiusi
o fissi
di zampa che gratta

e la tua attesa
che non è di presente
né di futuro

è coda che disegna lo spazio

è rumore di presenze separate

è cubo vuoto
nel pieno di qualcosa che scorre





martedì 11 aprile 2017

                                                                                                        Elisa

giovedì 2 marzo 2017

l'invenzione della specie


"(...) la nozione di specie non è semplicemente la mera descrizione di un ordine naturale immutabile o di un processo evolutivo altrettanto ordinato e naturale, bensì un costrutto performativo che appropriandosene nell'esclusione, utilizza l'"animale" come materia prima per l'incessante tracciamento dei confini di ciò che, di volta in volta, viene definito "umano"."

M. Filippi, L'invenzione della specie, ombre corte, 2016

lunedì 24 ottobre 2016



In un batter d'occhio:
In un batter d'ali,
Mi ritrovai a vivere
a Varese.
Vorrei fermare la goccia
a ogni suo tic.
E riempirla di un suono.
In un batter d'ali,
Vorrei portarlo 
su un'isola frenetica.
E vivere adolescente.
Rimbombare tra i sette 
peccati capitali,
riemergere dai fondali
in un mare di conchiglie.


Elisa

martedì 13 settembre 2016

strade



premo

coi piedi

e scavo
scavo
scavo

a cercare
impronte negate

gelo
d’acqua e di terra

fuoco
sulla strada che rapisce

consumati
fino alle ossa

i miei piedi

per cercare

i tuoi passi